domenica 15 marzo 2015

il vangelo della domenica

15/03/2015

 

17/03/2012
Gv 3,14-21 IV Domenica Quaresima (B)
In quel tempo Gesù disse a Nicodemo:
Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'Uomo,  affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, affinché non perisca nessuno di quanti credono in lui, ma abbiano la vita eterna. Perché Dio non mandò il suo Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma affinché il mondo si salvi per mezzo di lui.
Chi crede in lui, non sarà condannato; ma chi non crede, è già condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce venne nel mondo, ma gli uomini preferirono le tenebre alla luce, perché le loro opere erano cattive.
Perché chiunque opera il male detesta la luce, e non viene alla luce, perché le sue opere non vengano riprovate. Invece, chi fa la verità si avvicina alla luce, affinché si veda che le sue opere sono fatte secondo Dio. 
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Chi crede nel Figlio dell'uomo non muore, chi non crede nel Figlio dell'uomo muore. Chi crede nell'Amore non muore, chi non crede nell'Amore è già morto. L'Amore non può stare fermo, è movimento, azione, deve agire e agisce sempre alla luce del sole. Ma l'amore più bello si manifesta sempre nelle piccole cose: uno sguardo, un sorriso, una carezza, una parola di conforto. Tre giorni d'ospedale, numero in mezzo a tanti altri, tre giorni passati quasi tutti a letto; le visite rapide dei medici, quelle per la terapia altrettanto fredde degli infermieri e nessuno che ti ascolti veramente. Ho avuto modo, cmq, in quei pochi momenti che mi sono potuto muovere di fare una carezza (una sola) ad una signora che aspettava di fare la sua dose di chemio, di dare la benedizione ad una ragazza che entrata in sala operatoria subito prima di me, un abbraccio ad una amica (incontrata all'uscita) il marito della quale stava in sala operatoria per un tumore. Tutte e tre queste persone mi hanno risposto un un sorriso luminoso e con un grazie. Tre persone tra malattia e ansia capaci di rispondere donando tutto quello che in quel momento possedevano: il sorriso. Non puoi sorridere al buio, non ti vede nessuno! (diac. Francesco)
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Prima ci sono piccole omelie, 17.03.2012, ma non riesco per scrivere, ma per leggere ci sono!

domenica 8 marzo 2015

il vangelo della domenica

07/03/2015
III Domenica di quaresima (B) Gv 2,13-25
 Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: "Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!". I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divorerà . 
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: "Quale segno ci mostri per fare queste cose?". Rispose loro Gesù: "Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere". Gli dissero allora i Giudei: "Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?". Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. 
Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull'uomo. Egli infatti conosceva quello che c'è nell'uomo.

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Tante persone, tante feste, suoni, bancarelle, colori, campane, dalle chiese con le porte aperte e le orecchie "tappate" e anche con le cellulari, come un mercato. Società? coscienze? quale fede?

venerdì 6 marzo 2015

lunedì 2 marzo 2015

Messaggio del 2 marzo 2015 (Mirjana)
Cari figli, voi siete la mia forza. Voi, apostoli miei, che, con il vostro amore, l’umiltà ed il silenzio della preghiera, fate in modo che mio Figlio venga conosciuto. Voi vivete in me. Voi portate me nel vostro cuore. Voi sapete di avere una Madre che vi ama e che è venuta a portare amore. Vi guardo nel Padre Celeste, guardo i vostri pensieri, i vostri dolori, le vostre sofferenze e le porto a mio Figlio. Non abbiate paura! Non perdete la speranza, perché mio Figlio ascolta sua Madre. Egli ama fin da quando è nato, ed io desidero che tutti i miei figli conoscano questo amore; che ritornino a lui coloro che, a causa del loro dolore e di incomprensioni, l’hanno abbandonato e che lo conoscano tutti coloro che non l’hanno mai conosciuto. Per questo voi siete qui, apostoli miei, ed anch’io con voi come Madre. Pregate per avere la saldezza della fede, perché amore e misericordia vengono da una fede salda. Per mezzo dell’amore e della misericordia aiuterete tutti coloro che non sono coscienti di scegliere le tenebre al posto della luce. Pregate per i vostri pastori, perché essi sono la forza della Chiesa che mio Figlio vi ha lasciato. Per mezzo di mio Figlio essi sono i pastori delle anime. Vi ringrazio!