giovedì 7 dicembre 2017

firma: mf

Cerco delle parole vecchie, circa marzo 2004.

Nei giorni che precedevano la Pasqua ci sono più occasioni per leggere e rileggere la passione di Gesù. Leggere della sua sofferenza, immaginare il suo dolore, immaginare le frustate che nel colpirlo scarnificavano,  immaginare, immaginare la corona di spine posta sulla testa ed i colpi canna in testa che conficcavano ancora di più nella testa le spine, immaginare questo mi provoca e penso ci provochi, provochi a tutti noi un dolore quasi fisico. Sappiamo il perché di tutto questo, ma ci sono due perché che in questi giorni non mi hanno tanta tregua ai quali ho cercato di dare una risposta.
Il primo perché riguarda Giuda.
Perché Gesù lo sceglie perché non lo caccia via? Perché non lo spinge? Perché non lo elimina? Gesù ha pazienza, aspetta la sua conversione, desidera questa conversione di Giuda ardentemente, tenta di tutto per spingerlo a farlo diventare buono.  Gli lava i piedi come fa con gli altri apostoli, pur sapendo che quegli stessi piedi si sarebbero mossi contro di lui, gli offre un boccone di pane intingendo nel suo piatto e questo è un gesto di attenzione di affetto: penso all’ultima goccia di caffè che porgi all’altro, all’ultimo boccone che fai nel piatto, rimani, insoddisfatto, come se non avessi preso il caffè, come se non avessi mangiato. Gli parla quasi col dolcezza: quello che devi fare fallo subito tanto che gli altri neanche capiscono cosa deve fare. La vicenda di Giuda ci consegna questa verità: Dio continua ad amarci anche quando cadiamo nel peccato. Dio ci tende la mano anche quando lo feriamo ed è grado ad abbracciarci solo se intravede un barlume di pentimento!
Il secondo perché riguarda il sangue e l’acqua che scaturiscano del suo costato!
 Mi chiedo perché scaturiscano sangue e acqua Gesù era già morto il suo sangue doveva già essere rappreso, cioè coagulato, addensato. Doveva già essere denso. Invece l’evangelista ci tiene a testimoniare che scaturiscono dal suo costato sangue ed acqua. Perché l’evangelista  sottolinea questa testimonianza. Mi dico che questo fatto deve certamente essere importante. E’ un fatto importante e nuovo richiama tantissimi episodi del Vecchio e Nuovo Testamento, ma c’è un brano che abbiamo letto recentemente in questi giorni di quaresima e allora mi dico che ci deve essere un collegamento e vado a rileggerlo. E’ un brano del profeta Ezechiele che parla del Tempio e di tanta acqua che esce da sotto il Tempio fino a diventare un fiume, un grande fiume navigabile e dove c’è acqua c’è vita, l’acqua è una benedizione del Signore e Gesù ho detto di se stesso: distruggete il Tempo ed io lo ricostruirò in tre giorni. Lui è il Tempio e da Lui scaturisce l’acqua che porta la vita. Penso al capitolo 7 del Vangelo di Giovanni dove Gesù dice: - “chi ha sete venga a me e beve” e dice questo riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuti i credenti in Lui. Penso a Gesù a colloquio con la Samaritana alla quale dice: che l’acqua che lui da togli e ogni sete, chi beve dell’acqua che io gli darò non avrà mai più sete. Gesù riceve un colpo di lancia nel petto, un colpo di lancia nel cuore. Se andiamo a leggere il versetto del capitolo 13 di Giovanni, leggiamo: - “Gesù avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine”. E veramente ci ha talmente amato che non solo immola se stesso sulla croce, ma ci da persino il suo cuore!  Il suo cuore viene squarciato e da esso scaturisce l’acqua che da vita e il sangue che è la vita. Il sangue versato ci da il senso del sacrificio dell’agnello immolato. Il sacrificio dell’agnello offerto per la salvezza del mondo.  L’acqua dunque è il simbolo dello Spirito, è lo Spirito il sangue attesta la realtà del sacrificio dell’agnello. I padri della Chiesa hanno visto nell’acqua il simbolo del battesimo, nel sangue quello dell’Eucarestia. Sangue e acqua simbolo dei sacramenti della Chiesa. Questi riferimenti sacramentali ci rimandano al mistero della Chiesa, che nasce dal costato di Cristo. Una nuova Eva che nasce da Cristo, nuovo Adamo. Ad Adamo, Dio apre il costato, durante il sonno per dare vita ad Eva da una sua costola. Dal costato di Cristo scaturisce la Chiesa. Adamo può dire di Eva tu sei come della mia carne. Cristo, nuovo Adamo, nella Chiesa, sua sposa, può dire: Essa è Spirito del mio Spirito.

 (francesco)

venerdì 1 dicembre 2017

Vorrei


Vorrei scrivere con foglio 
bianco, come casto. Non posso,
sono un fango, parole pesante:
ero. Adesso parole diverse con
il sorriso nel silenzio.
Si parla con gli occhi e diritti.
Un segno,  basta un fiore!
Troppe parole: stanco!

(francesco)

venerdì 17 novembre 2017

Sociale

Sociale

--NOV 17/11/2017
Non uccidere le parole,
limite, chiare.
Anziano, assiderato
e escluso con gesti!
Potenti e mangiano,
io sono debole, senza
le strade, forse "violu" - ------------------(campo in mezzo o accanto: stradina)
e guardo, le radici nude,
bruciate, sradicate,
forse dei scarti con la vita,
piantate e risorte,
terreno fertile: pochi giusti!
(francesco)

Adesso la mia poesia!

domenica 12 novembre 2017

Poesia

Ho bisogno una poesia
bella!
Le parole scappano con le labbra,
parole ma diverse; meglio guardare e
parlare con gli occhi. 
Un saluto, le mani strette
e un segno con la testa,
un sorriso e ogni tanto un abbraccio!
Leggo e leggo, testi e testi, ma 
non capisco niente, ma meglio
un solo fiore e gli occhi
sorridenti... la gioia!
 (francesco 12/11/2017)

giovedì 9 novembre 2017

Leggo, servizio nella Messa, non posso per scrivere (poco), poco per comunicare (poco): afasia, ma la mente c'è. I numeri: si, per leggo, ma non riesco: il tono della voce. Leggo: i nomi e settimane e mesi, ma la voce non riesco. Udire si! Ma il tono diverso! Comunicare con chi? Amici/e. Tanti silenzi. Grazie Gesù, comunicare con me! Infatti i pensieri presenti, i miei, ma nessuno la fa!

giovedì 2 novembre 2017

Messaggio del 2 novembre 2017 (Mirjana)
Cari figli, guardandovi radunati intorno a Me, la vostra Madre, vedo molte anime pure, molti miei figli che cercano l’amore e la consolazione che però nessuno gli offre. Vedo anche coloro che fanno del male: perché non hanno un buon esempio, perché non hanno conosciuto mio Figlio, il bene che silenziosamente si diffonde attraverso le anime pure, la forza che regge questo mondo. I peccati sono molti, però c’è anche l’amore! Mio figlio vi manda a Me, la madre, affinché vi insegni ad amare ed affinché comprendiate che siete tutti fratelli. Lui desidera aiutarvi. Apostoli del mio amore, basta un vivo desiderio della fede e dell’amore perché mio Figlio vi accetti: però dovete essere degni, avere buona volontà e cuori aperti. Mio Figlio entra nei cuori aperti. Io, come Madre, desidero che conosciate di più mio Figlio, Dio nato da Dio, cosicché comprendiate la grandezza del Suo amore di cui avete così tanto bisogno. Lui ha preso su di sé i vostri peccati, ha ottenuto la redenzione per voi ed in cambio ha chiesto di amarvi gli uni con gli altri. Mio Figlio è amore. Lui ama tutti gli uomini senza distinzione, uomini di tutti i paesi e di tutti i popoli. Se vivreste, figli miei, l’amore di mio Figlio, il Suo regno sarebbe già sulla terra, perciò apostoli del mio amore pregate, pregate affinché mio Figlio ed il Suo amore siano più vicini, per poter essere esempio d’amore e poter aiutare tutti coloro che non Lo hanno ancora conosciuto. Non dimenticate mai che mio Figlio, unico e trino, vi ama. Pregate ed amate i vostri pastori. Vi ringrazio

mercoledì 25 ottobre 2017

Messaggio del 20 ottobre 2017 (Ivan)
Cari figli, anche oggi desidero nuovamente invitarvi a vivere i messaggi che vi do. In modo particolare, in questo tempo vi invito a pregare per i progetti che desidero realizzare. Cari figli, siate perseveranti nella preghiera! Aprite i vostri cuori, apritevi allo Spirito Santo, affinché Egli vi guidi. Questo tempo è un tempo di grazia, perciò pregate di più! Grazie, cari figli, per aver anche oggi risposto alla mia chiamata.