sabato 23 novembre 2019

Ti ringrazio

" Ti ringrazio o Padre
perché hai rivelato ai piccoli
i regni del Tuo Regno"
   
                                                                                                  

Gesù,
Tu hai sognato per un bambino
una vita colorata di amore


Sai bene, però che
la strada di molti bambini
é segnata dalle paure,
dalla solitudine, dallo sfruttamenro,
dall'ignoranza, dal dolore,
dall'emarginazione,
dalla povertà materiale e spirtuale.



Accompagna il nostro  cammino
e dona a tutti i piccoli
la gioia di quella fraternità
che rivela
 la tenerezza di Dio,
Tuo e nostro Padre.


(P.O.I.M. - Roma)

martedì 19 novembre 2019

Scritto: 26/12/2012





26
dic
2012
L'amore donato non ha eco, non torna indietro. La debolezza umana a volte desidera il contrario e ne soffre, quando anche questo desiderio sarà superato la somiglianza a Cristo sarà più vicina!

sabato 16 novembre 2019

Vangelo - (post - 15/11/2013)

15
nov
2
XXXIII Domenica del Tempo Ordinario (C) Lc 21, 5-29 
Mentre alcuni parlavano del tempio e delle belle pietre e dei doni votivi che lo adornavano, disse: «Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando accadrà questo e quale sarà il segno che ciò sta per compiersi?».
Rispose: «Guardate di non lasciarvi ingannare. Molti verranno sotto il mio nome dicendo: "Sono io" e: "Il tempo è prossimo"; non seguiteli. Quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate. Devono infatti accadere prima queste cose, ma non sarà subito la fine».
Poi disse loro: «Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno, e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo.  Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome. Questo vi darà occasione di render testimonianza. Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa;  io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere.  Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; sarete odiati da tutti per causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà.  Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime.

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Siamo sempre portati a guardare l'esteriorità delle cose e non ci soffermiamo mai sul vero senso delle cose. Andiamo in un tempio per guardare le pietre e gli adorni che abbelliscono, ma dimentichiamo di cercare Dio. Pensiamo alla fine del mondo e a come sarà, correndo dietro a maghi e falsi profeti, ma non ci soffermiamo sul come attraversare la vita di tutti i giorni per arrivare indenni alla fine del mondo. Se leggiamo i primi cinque versetti di questo capitolo vediamo come una povera vedova dà al Signore tutto quello che possiede, si affida totalmente a Lui. Questa vedova ci mostra in realtà la sua perseverante fiducia in Dio e il suo totale abbandono è così che anche noi possiamo attraversare indenni le peripezie che la vita ci mette davanti, compresi i tradimenti delle persone più care e le persecuzioni con sfottò annessi. Siamo tempio dello Spirito Santo e quindi capaci, per dono ricevuto, di contenere Dio. Non è  alla cravatta di seta e al vestito di lino purissimo che dobbiamo dare attenzione, ma dobbiamo essere consapevoli della nostra povertà, del nostro bisogno di Dio, consapevoli del nostro essere niente e affidarci totalmente al Signore. Questo ci salva.

giovedì 14 novembre 2019

I sogni



22
ott
2011
I sogni , contieni pochi ricordi. Quello di stanotte però lo ricordo: -Entro in cucina di casa mia e vedo mia madre e mio padre seduti al tavolo uno di fronte all'altro (nel sogno erano vivi), sapevo che erano loro anche se non vedevano i loro volti. Mi dicono all'unisono:
- "C'è una vipera di là!"
- Come una vipera, bisogna ucciderla!
-" No, tranquillo non fa niente, l'abbiamo messa in una busta di plastica e abbiamo chiuso la busta".
- E quello dico, vedendo sul tavolo un serpente a sonagli arrotolato su se stesso.
-"No, tranquillo non fa niente neanche questo!"
- E vedo mio padre allungare una mano e con l'indice accarezzarlo sulla testa e il serpente non reagire.


Non ho mai capito i sogni, certo con tutte le serpi che ci stanno in giro potrebbe essere un sogno molto significativo.

lunedì 11 novembre 2019

Poesia...forse


30
ott
2012
Quando al mattino
mi lascio abbracciare
dalla natura e
porgo il mio viso
al primo spicchio di
sole: Credo in Dio.


Quando un fiore
si schiude sorridendo:
Credo in Dio.


Quando la sera alzo
lo sguardo e la luna
mi fa l'occhiolino:
Credo in Dio


Quando le mie figlie
mi corrono incontro
a braccia aperte:
Credo in Dio.


Quando i miei occhi
si incontrano con quelli
dei bimbi: Credo in Dio.


Io credo in Dio! (francesco)

venerdì 8 novembre 2019

Gesù



28
lug
2010

Mi manchi.
Mi manca poterti toccare,
anche solo sfiorare.
Mi manca il tuo sorriso,
anche se lo sento nel cuore.
Mi manca la tua gioia,
anche se la sento nell'aria.
Mi manca poterti parlare,
ma soprattutto: saperti ascoltare!
(francesco)

giovedì 7 novembre 2019

10/10/2009


Ci sono dei dolori che ti tagliano dentro come fossero un coltello affilato. Anche se sei nella posizione di osservatore il dolore coinvolge tutta la tua persona e vorresti non ci fossero polemiche e chiacchiere e dicerie e falsità, vorresti solo startene in silenzio e  vedere gli altri starsene lontano a non inquinare quel dolore che deve restare puro. 

lunedì 4 novembre 2019

Capitolo II

(Cann. 1244 – 1253)



CAPITOLO II (Cann. 1249-1253)




I GIORNI DI PENITENZA




Can. 1249 - Per legge divina, tutti i fedeli sono tenuti a fare penitenza, ciascuno a proprio modo; ma perché tutti siano tra loro uniti da una comune osservanza della penitenza, vengono stabiliti dei giorni penitenziali in cui i fedeli attendano in modo speciale alla preghiera, facciano opere di pietà e di carità, sacrifichino se stessi compiendo più fedelmente i propri doveri e soprattutto osservando il digiuno e l'astinenza a norma dei canoni che seguono.

Can. 1250 - Sono giorni e tempi di penitenza nella Chiesa universale, tutti i venerdì dell'anno e il tempo di quaresima.

Can. 1251 - Si osservi l'astinenza dalle carni o da altro cibo, secondo le disposizioni della Conferenza Episcopale, in tutti e singoli i venerdì dell'anno, eccetto che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità; l'astinenza e il digiuno, invece, il mercoledì delle Ceneri e il venerdì della Passione e Morte del Signore Nostro Gesù Cristo.

Can. 1252 - Alla legge dell'astinenza sono tenuti coloro che hanno compiuto il 14° anno di età; alla legge del digiuno, invece, tutti i maggiorenni fino al 60° anno iniziato. Tuttavia i pastori d'anime e i genitori si adoperino perché anche coloro che non sono tenuti alla legge del digiuno e dell'astinenza a motivo della minore età, siano formati al genuino senso della penitenza.

Can. 1253 - La Conferenza Episcopale può determinare ulteriormente l'osservanza del digiuno e dell'astinenza, come pure sostituirvi, in tutto o in parte, altre forme di penitenza, soprattutto opere di carità ed esercizi di pietà.

sabato 2 novembre 2019

Messaggio

“Cari figli,
il mio diletto Figlio ha sempre pregato e glorificato il Padre Celeste. Gli ha sempre detto tutto ed ha confidato nella sua volontà. Così dovreste fare anche voi, figli miei, poiché il Padre Celeste ascolta sempre i suoi figli. Un unico cuore in un solo cuore: amore, luce e vita.
Il Padre Celeste si è donato mediante un volto umano, e tale volto è il volto di mio Figlio. Voi, apostoli del mio amore, voi dovreste sempre portare il volto di mio Figlio nei vostri cuori e nei vostri pensieri. Voi dovreste sempre pensare al suo amore e al suo sacrificio.
Dovreste pregare in modo da sentire sempre la sua presenza. Poiché, apostoli del mio amore, questo è il modo di aiutare tutti coloro che non conoscono mio Figlio, che non hanno conosciuto il suo amore.Figli miei, leggete il libro dei Vangeli: è sempre qualcosa di nuovo, è ciò che vi lega a mio Figlio, che è nato per portare parole di vita a tutti i miei figli e per sacrificarsi per tutti.
Apostoli del mio amore, portati dall’amore verso mio Figlio, portate amore e pace a tutti i vostri fratelli. Non giudicate nessuno, amate ognuno mediante l’amore verso mio Figlio. In tal modo vi occuperete anche della vostra anima, ed essa è la cosa più preziosa che veramente vi appartiene. Vi ringrazio!”

mercoledì 30 ottobre 2019

Il Custode



L'angelo, il mio angelo
il cui nome non
conosco.
Il volto, il suo volto non
vedo.
L'alito, il suo alito non
sento.
Il canto, il suo canto,
la preghiera, la sua preghiera non
odo.
Il peso, il suo peso mi
schiaccia.
E mi aggrappo
ai venti del mio mare
per risalire a nuova
dignità
e mi lascio trasportare
dalle ali spumose
dalle onde e cerco,
il sorriso del sole
per sentirmi a lui
pari.

(francesco -  1997 luglio)

lunedì 28 ottobre 2019

31/10/2012 scritto

Io bambino


31
ott
2012
La sera del 31 ottobre si andava a letto presto perché la notte i "santuzzi" (cioè i santi, letteralmente piccoli santi) avrebbero fatto il canestro.  Il canestro era composto di noci, nocciole, castagne, fichi secchi e se andava bene dolci di pasta di zucchero e di dolci chiamati  "muttuzzi". Di cosa fossero o sono fatti questi dolci tipicamente siciliani non lo so, ma cmq sono buoni.  Non aspettavamo altro; la mattina appena alzati correvamo per casa perché vicino al focolare trovavamo il canestro e ci mettevamo subito a contare le nocciole perché con quelle giocavamo fino a Natale. Per strada sui marciapiedi (a dire il vero più che marciapiede qualche angolo di strada più liscio che altri) si giocava o " o parateddu" oppure "o casteddu". 
Gioco du' parateddu: scommettevamo  due o tre nocciole ciascuno che mettevamo (paravamo) dritte una accanto all'altra, poi a turno con una nocciola più grossa cercavamo di colpirle da tre, quattro metri di distanza,  per farle cadere. La nocciola più grossa detta " 'u baddu" (In romanesco sarebbe "er più"),  la lanciavamo facendola rotolare fino a colpire le nocciole "parate",  messe cioè una accanto all'altra, se riuscivi a colpirle prendevi quelle che "sparavi", cioè che facevi cadere. Il gioco du' "casteddu" (castello) era esattamente uguale, solo che ogni giocatore doveva scommettere quattro nocciole, perché tre andavano messe una accanto all'altra a formare una base e la quarta veniva messa sopra le tre così da formare una specie di piramide. "U casteddu".
Oggi si parla di streghe, di zucche, di mostri, di sangue, e la tv ne fa sfoggio, la pubblicità mette in vetrina tutto quello che di più lercio c'è, i giornali, facebook, e chi più ne ha più ne metta, tutti in corsa per la festa del cornuto. E mi sembra pure giusto per la par condicio, visto che festeggiamo i santi perché non pure il diavolo?
SAPETE CHE VI DICO? IO MI TENGO STRETTA LA FESTA DEI SANTI, E IL RICORDO DI ME BAMBINO; chi vuole festeggiare l'inferno si arrangi!

Messaggio

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